
Non posso non inorridire di fronte all’ultima caccia alle streghe sponsorizzata da Panorama. Di che si tratta? Ve lo racconta la mia bravissima collega Virginia Petrarca, responsabile del Centro Studi di AIOMI, in questo suo pezzo uscito ieri su Wings of Magic:
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http://www.wingsofmagic.it/arriva-panorama-capolavoro-di-disinformazione/
Forse dovremmo dire “torna Panorama”, dal momento che il settimanale in questione si è ormai distinto per la sua politica di attacco e polemica indiscriminati verso tutto o quasi tutto quanto faccia videogioco sin da quando il suo dossier su Rule of Rose (e altri titoli diseducativi) balzò alle luci della ribalta per i suoi toni di condanna aprioristica e, soprattutto, indegnamente disinformata. Vien quasi da credere che ormai lo si faccia apposta per attirare lettori, non importa con quale disposizione d’animo, e potremmo non essere poi così lontani dalla realtà dei fatti. L’ultimo scandalo (non stiamo ovviamente parlando del soggetto dell’articolo, ma dell’articolo in sé) si consuma in Rete su Panorama.it, sito ufficiale della rivista che al tempo accolse anche le lettere di protesta relative al dossier di cui sopra, e ha un protagonista d’eccezione: Resident Evil 5, in uscita proprio oggi e al centro sin dalla sua prima apparizione di dibattiti sul presunto razzismo di rappresentare nemici di provenienza africana. Di colore, insomma. Neri, se vogliamo proprio “dirla tutta” (come si esprime l’autore quando esplica la “provenienza etnica mista” di Sheva, la coprotagonista).
L’articolo, in realtà una news tipo blog, non dice poi granché di nuovo, configurandosi piuttosto come una raccolta di tutte le generalizzazioni immaginabili e di tutti gli errori che si possono commettere nel descrivere il gioco. Il tema, ovviamente, è il supposto razzismo delle sue premesse, ovvero indossare i panni di un “cacciatore bianco e biondo” (cosa che Chris Redfield, in effetti, non è: basta vedere la foto a corredo dell’articolo, che mostra la sua scarmigliata chioma castana) che spara ad africani vestiti di stracci. Si continua definendo i nemici spagnoli del predecessore Resident Evil 4 “vivi, ma posseduti dal demonio” (e non da un parassita creato in laboratorio, ovvero Las Plagas). Non dimentichiamo, poi, che Resident Evil 5 non è certo soltanto la nona iterazione della serie “tra vari formati e spin-off”, ma si posiziona decisamente più avanti nella numerazione ordinale delle uscite: basterebbe consultare un qualsiasi database videoludico online per venire sonoramente smentiti. Si conclude, per dar forza alle preoccupate argomentazioni, con le parole di Tom Edwards, il capo del gruppo d’interesse speciale per la localizzazione della IGDA (International Game Developers Association). Parole che, nonostante la strumentalizzazione, suonano decisamente più ponderate del resto e aprono al dialogo e alla riflessione anziché all’attacco indiscriminato sostenuto dall’ignoranza.
Non c’interessa, onestamente, se Panorama stia polemizzando per amor dell’audience o per genuina mancanza di voglia d’informarsi: quello che c’interessa è che si smetta di rendere il videogioco un bersaglio privilegiato per il tiro a freccette del moralismo. Dobbiamo far sentire tutti la nostra voce, ma non come appassionati che giustamente protestano con la veemenza del loro entusiasmo, bensì in modo calmo e autorevole che però allontani con fermezza queste accuse correggendole con la dovuta precisione. In una parola: vergognatevi!
Virginia Petrarca
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Vi invito a fare un salto sull’Osservatorio Videoludico di AIOMI e proporre come rispondere a questi attacchi della generalista. Qualcosa dobbiamo fare, è evidente. Dateci una mano. Facciamolo insieme!
Qui il link!
Seminario a Tor Vergata: tutto bene!
venerdì, 13 marzo 2009Solo poche righe per dire che il seminario all’Università di Roma Tor Vergata di mercoledì 11 marzo è andato molto bene, nel senso che ha destato interesse negli studenti, negli altri partecipanti e nei docenti organizzatori dell’iniziativa. Ringrazio pertanto il Prof. Raul Mordenti, la Prof.ssa Francesca Vannucchi e tutti coloro che sono intervenuti.
Il merito non è mio, ma del Videogioco. C’è poco da fare: è interessante (anche se fa morire prematuramente*).
* Nota per il MOIGE: questa frase contiene ironia
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