Se sei arrivato a Liberty City, la nuova fottutissima Liberty City, e corri in giro per le strade come un cretino… be’, amico, lasciatelo dire: sei un fottuto cretino. Se cerchi il jet-pack, se cerchi le bustine nascoste, se cerchi l’inseguimento fine a se stesso… sei un idiota. Perché a Liberty City, nella nuova fottutissima Liberty City, vai a cercare te stesso. Vai a cercare la verticalità degli spazi, che riecheggiano, per la legge del contrappasso, gli abissi di abiezione dell’animo umano. Vai cercando un sogno, una fuga, qualche attimo di tranquillità, una famiglia che non hai e forse non potrai avere. E sesso, e pallottole, e scariche di adrenalina, il cuore che pompa a mille, lo sguardo che guizza qua e là.
Una telefonata. “Ti va di uscire?” Poi via, guida con la musica a tuono, per non pensare che è la tua ora d’aria prima che la prossima missione ti trascini nel vortice di insensata violenza che è la vita, questa vita, questo continuo prendere a calci un fottuto bastardo dell’Est che in questa fottuta città non ha arte né parte, che non è un eroe, che non è nessuno. Che è tutti noi.
GTA IV è uno scontro generazionale, un’ineluttabile collisione di mondi, lo stridente attrito, tra scintille e metallici ululati di lamiere, tra free roaming e story driven games, il trionfo assoluto della verosimiglianza, dell’immersione, dell’illusione meravigliosa di un mondo che è il tuo, verissimo, autentico, ma anche un posto pazzesco, assurdo, lontano anni luce, o forse fottute miglia yankee, dalla tua casa, dai tuoi valori, dai tuoi comodi, ipocriti desideri.
Niko Bellic è lo spettro che ti spaventa, l’anima nera che a volte scorgi a margine dello specchio, perché lui non è eroe né antieroe, non è macchietta né monumento, ma solo un uomo, un fottuto disperato alla ricerca di tutto e niente, di qualcosa di ineffabile, dell’eccitazione di una stripper che ti sfiora, dell’intensità di una stretta di mano, del galvanizzante e stolto senso di onnipotenza che ti dà picchiare a sangue un altro uomo.
E poi fuma, bevi, corri, salta a bordo, dimentica tutto, alza lo stereo, fai quella chiamata e vai. In quel momento, non esistono save game, non esiste il domani, e anche l’oggi è solo una fottuta pozzanghera indistinta, grigia.
Grigia come Liberty City, la nuova fottutissima Liberty City.








