Siccome, per motivi che ignoro (ma certamente legittimi), non è stato pubblicato, trovate qui di seguito il mio ultimo Deep Inside per PSM, un commiato alla gestione di Ualone (e alla rivista) per la quale ho lavorato a lungo e con soddisfazione da freelancer.
Prima di lasciarvi al testo, colgo l’occasione per augurare un sincero “in bocca al lupo” a Primoz, Alegalli e a tutto lo staff di Glitch, che, ne sono certo, curerà la nuova PSM con professionalità ed entusiasmo. Forza, ragazzi!
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THE LAST DEEP INSIDE
È tempo di dire addio, amici miei.
La vita è per definizione ‘finitezza’. Tutto finisce. Tutto. Lo sappiamo bene, fin da quando siamo bambini. Saliamo sulla giostra e sappiamo che la musica finirà, che si fermerà. Aspettiamo il giorno del nostro compleanno per festeggiare con gli amichetti ma sappiamo bene che il cielo si farà buio e che il citofono inizierà a suonare; una dopo l’altra, le mamme dei nostri compagni di giochi li trascineranno via, via verso casa, verso la cena, verso i compiti o chissà cos’altro. Chissenefrega. Tutto finisce sempre, perché la vita è finitezza. Perché la vita, come comincia, finisce. Già. Ma non ce ne accorgiamo mai fino all’ultimo.
Sono arrivato su PSM, questa PSM, solo per caso, forse anche male… di traverso. Ero già reduce da tante esperienze. La prima PSM in Italia, quella di un altro editore di un’altra città, le sue altre riviste, il magazine per il Cubo di Nintendo, la direzione di una redazione ancora diversa, con altre testate… Dannazione. Vite fa. Ma letteralmente. E insomma mi capita di bussare in Future, perché quella era al tempo la casa di PSM, e di chiedere di collaborare con le sue testate. La risposta è un sì ma lo spazio è poco, scrivo qualcosa saltuariamente. Intanto il lavoro vero è altro, fuori dal settore videogiochi. Mi trovo a realizzare una rivista sul fantasy legata al fenomeno Harry Potter. La Grande Magia, pensata e realizzata col Falinovix, il buon vecchio Francesco, una persona brava e perbene. Una persona educata.
Poi arriva questo press tour con Electronic Arts. Vai in Inghilterra per il gioco (non ricordo quale, forse il dannato Calice di Fuoco… che importa?), però scrivi inclusa nel prezzo anche un’anteprima per PSM. Con piacere, rispondo. La visita agli studios UK è un divertimento, scrivere il pezzo per la rivista un’opportunità. Entro in contatto con Ualone e i suoi. Mi pare gente simpatica. Strani, eh. Strani di brutto. Ma persone fighe. Mi piacciono. Il pezzo è poca cosa, irrilevante. Siate sinceri: vi importa dei giochi di Harry Potter? Non credo. Però qualcosa accade. Sarà perché sono rapido nel lavorare, sarà perché ho entusiasmo, sarà perché consegno puntuale… fatto sta che dopo un po’ di mesi ci sentiamo più spesso. Cominciamo a collaborare di più. Qualche fiera, a volte solo. Vado con mezzi miei. Non mi interessa: sono io a chiederlo. Non è lavoro, è prima passione. Così arrivano le traduzioni. E le news. E i Deep Inside.
Già, i Deep Inside, quell’intuizione di Ualone, che è uno che le riviste le capisce, le respira, le sa fare. L’idea è una boiata, no? Banale. I columnist di Edge, in Italia Videogiochi e poi Game Pro. Gli editorialisti su mille e una testate di ogni genere, maschili, femminili e neutre. Generaliste e specializzate, generali e speciali. Eppure mettere gli editorialisti su PSM è una fottuta intuizione, poche balle. Perché, perché, perché… perché il target… perché non è PSM… perché siamo (siete) tutti ragazzini. E invece i columnist sì. E dentro i Deep Inside. E bum! Ci si comincia a conoscere, ma davvero. Profondamente. Biunivocamente. Emotivamente.
Fast forward. Siamo insieme da così tanto tempo che tutto è intorpidito. Ci si gode l’ultimo caldo estivo nell’incoscienza di chi fa finta che il freddo non verrà. Ma lo sai che verrà. Oh sì… E il freddo, alla fine, viene. La crisi, i tagli, i singhiozzi. Lo capisci, lo hai vissuto mille volte. Ci sei cresciuto, ti ha fatto crescere. Certo, ma questo non significa che non faccia male. Ogni maledetta volta. Sempre uguale. Sempre.
Ualone va via, e altri con lui. PSM sarà diversa. Sarà qualcos’altro, perché una rivista è sempre un po’ figlia del suo editor: grazie a Dio, non può non essere così. Non ho dubbi, mai avuti, mai ne avrò. Io lascio con Ualone. Abbandono con loro, senza sapere che cosa accadrà dopo, senza realmente interessarmene. Abbandono con il mio stile, piaccia o non piaccia, perché la verità è che me ne frego del parere degli altri, del prossimo interessato, del parente serpente, del piccolo meschino. Ho altro da fare e ho altri orizzonti; ho altri valori e altri amici. Ualone è un grande, lo è stato fino all’ultimo secondo, con me. Lo rispetto come il guerriero onora il condottiero che sul campo di battaglia si è posto in prima fila, macchiandosi del sangue del nemico, facendo scudo col suo petto, lottando fino all’ultimo dannato respiro.
Non so se domani ceneremo all’Inferno e, se è per questo, non so proprio dove ceneremo… né dove sia l’Inferno. Faccio sinceri auguri a PSM, una rivista che ho amato già due volte, ma soprattutto auguri di cuore, dal cuore, a Ualone e ai suoi fedelissimi, perché di redattori così non se ne vedono troppi.
La vita è per definizione ‘finitezza’. Tutto finisce. Tutto. Farewell, my friends. Farewell. This is my Last Deep Inside. Ed è dedicato a voi.
Metalmark








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10 aprile 2010Pubblicato in News'n'comments | 1 Commento »